Skip to content Skip to footer
16/06/2026

Quando la sostenibilità apre nuovi mercati

Massimo Baldan, presidente di Zeoli Fruit, racconta come una comunicazione più chiara della sostenibilità possa diventare un’opportunità per il futuro dell’ortofrutta italiana.

Nel cuore dell’Agro Pontino, uno dei territori più vocati alla frutticoltura italiana, il kiwi è una parte dell’identità agricola locale, il risultato di una tradizione costruita nel tempo da generazioni di produttori. È qui che opera Zeoli Fruit, Organizzazione di Produttori con sede a Cisterna di Latina.

A guidarla è Massimo Baldan, presidente dell’OP, che osserva il tema della sostenibilità da una prospettiva molto concreta: quella di chi ogni giorno deve confrontarsi con i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse e la competitività sui mercati. Per Baldan, la sostenibilità non può essere considerata soltanto un obiettivo ambientale. Deve diventare anche uno strumento capace di creare valore per le imprese e dare nuove opportunità commerciali al comparto.

Fare squadra per affrontare le nuove sfide

La storia di Zeoli Fruit nasce da un principio semplice: fare squadra.

«Nel cuore dell’Agro Pontino siamo una cooperativa che associa oltre 110 produttori per una superficie complessiva di circa 600 ettari», racconta Baldan. «Il core business della nostra cooperativa è il kiwi, in tutte le sue colorazioni. Passiamo dal verde al giallo e al rosso».

Negli anni l’OP ha accompagnato l’evoluzione del comparto, affiancando alla tradizionale produzione di kiwi verde anche le nuove varietà a polpa gialla e rossa, sempre più richieste dai mercati. Una crescita che ha richiesto investimenti, innovazione e una capacità crescente di adattarsi ai cambiamenti.

Le risorse da proteggere

Quando parla di sostenibilità, Baldan individua tre priorità precise: le persone, l’energia e l’acqua.

«I tre temi più importanti sono la tutela delle persone che lavorano nel nostro indotto, il risparmio delle fonti energetiche e il risparmio delle risorse idriche, che nelle nostre colture sono necessarie in maniera importante».

Si tratta di aspetti strettamente collegati tra loro. Da una parte c’è la necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate lungo tutta la filiera. Dall’altra, la crescente pressione esercitata dai cambiamenti climatici impone una gestione sempre più efficiente delle risorse naturali. Proprio in questa direzione si inseriscono alcuni degli investimenti realizzati recentemente da Zeoli Fruit.

«Il cambiamento che abbiamo introdotto negli ultimi mesi è stato quello di ampliare la frigoconservazione con delle celle ad atmosfera controllata, che riducono il consumo di energia e di conseguenza gli sprechi».

Una lingua comune per raccontare la sostenibilità

Per Baldan, però, fare sostenibilità non basta. È necessario anche trovare un modo efficace per comunicarla. È questo uno dei motivi che hanno portato Zeoli Fruit ad aderire al progetto Generazione Ortofrutta.

«È un progetto molto interessante. Le OP coinvolte sono 28 e ci sono circa 4.000 aziende agricole interessate, per oltre 33.000 ettari».

Oltre ai numeri, ciò che considera davvero strategico è l’introduzione di uno Standard condiviso capace di rendere più comprensibili e confrontabili gli impegni delle aziende.

«La cosa più importante è che ci sarà l’introduzione di un protocollo, di uno Standard unico, perché è necessario avere una lingua comune da utilizzare nei mercati italiani e soprattutto esteri».

In un contesto in cui consumatori, distributori e buyer chiedono sempre più informazioni sui processi produttivi, poter contare su parametri condivisi e verificabili diventa un elemento decisivo. Secondo Baldan, uno standard comune può contribuire a trasformare la sostenibilità da concetto astratto a valore riconoscibile.

Dal cambiamento climatico alle opportunità del futuro

L’aspetto che Baldan considera più rilevante riguarda però le prospettive di lungo periodo. Rendere misurabili e comunicabili gli sforzi delle imprese significa infatti creare nuove opportunità di mercato.

«Il cambiamento che possiamo tenere in considerazione è proprio il fatto di utilizzare una certificazione verso i mercati esteri, che possa essere spendibile e che possa essere una certificazione di qualità».

La sostenibilità, quindi, non come costo aggiuntivo, ma come elemento in grado di rafforzare il posizionamento commerciale delle produzioni italiane e aprire nuovi sbocchi.

Una convinzione che nasce dall’osservazione delle trasformazioni che stanno interessando il settore ortofrutticolo. Per Baldan, infatti, la necessità di innovare e valorizzare il lavoro delle imprese è strettamente legata alle sfide che il comparto si trova ad affrontare ogni giorno, a partire dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Ed è proprio osservando questi fenomeni che individua il suo personale “GO”.

«Il mio GO è stato verificare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre produzioni. L’interesse nasce proprio da quello: cercare di dare una risposta alle migliaia di famiglie che in questo momento trovano difficoltà».

Una risposta che, per Baldan, può arrivare soltanto attraverso il lavoro condiviso.

«Noi siamo qui per quello: per unire, per portare una voce comune e cercare di trovare delle soluzioni per i nostri associati».

Share
Back to top